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LUNGA VITA PER I NOMINATI









Sta per essere varato il nuovo REGOLAMENTO ELETTORALE, la cui bozza è già insistentemente girata sul web, ed abbiamo subito appreso che si è lavorato per cambiare tutto affinché nulla fosse cambiato.
Che il nostro Paese debba essere proprio quello dei nominati e non degli eletti, sembra sia diventato un destino immodificabile. Certo che i nominati in tutte le istituzioni, a cominciare dal Parlamento, sino ad oggi non mi pare abbiano dato grande prova di se stessi, o meglio, abbiano contribuito alla risoluzione di qualche piccolo problema, tra i tanti che ci affliggono. Anche l’AVVOCATURA, non è stata immune a questa epidemia e così da anni, col vecchio regime, ha perpetuato se stessa e le lobbys territoriali, piccole o grandi che siano. I guasti sono sotto gli occhi di tutti noi, anzi, li sentiamo sulla nostra pelle: inflazione professionale, crisi economica, dequalificazione, aumento vertiginoso dei costi e dei carichi previdenziali ed assistenziali, accesso sempre più limitato alla giustizia.
Il congresso nazionale dell’AVVOCATURA di Bari del 2012 sancì, sotto la strumentale agitata minaccia dello sterminio della specie, l’avvento del nuovo ordinamento forense, la Legge 247/12. Si disse allora, che era la nostra ultima chans e che varata la legge, si sarebbe lavorato per migliorarla in tutti i modi. Lo stiamo vedendo! L’obbligatorietà della previdenza, le specializzazioni e adesso il nuovo regolamento elettorale, che perpetua i nominati.
Mi sono battuto affinché l’AVVOCATO, nell’eleggere i propri rappresentanti, fosse messo in grado di utilizzare la propria unica e grande arma: la penna. E’ dalla vostra penna, infatti, che dovranno uscire i nomi di coloro che andranno a rappresentarvi; è con la vostra penna che non dovrete mai limitarvi a scrivere il solo nome di una lista, ma quello dei vostri candidati prescelti e ritenuti meritevoli della vostra fiducia; non c’è legge o regolamento che tenga. Che ben vengano i ricorsi al nuovo regolamento elettorale.
In questo momento così delicato per la nostra categoria professionale, che deve stringere la cinghia e guardare al futuro, che deve salvaguardare i giovani e creare nuove frontiere, che deve rimuovere gli ostacoli oggettivi all’esercizio della professione per le categorie deboli (donne e neo professionisti), che deve amministrare l’accesso alla professione forense salvaguardando chi già vi sia entrato, in questo momento dicevo, dove è in gioco il pane, di tutto ha bisogno fuorché di nominati! E’ una battaglia di democrazia, di civiltà, di sopravvivenza.

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