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FERMATE LA MATTANZA








Il governo tecnico, ancora in carica, sfruttando una legge delega del passato parlamento, ha ridisegnato la geografia giudiziaria italiana. In buona sostanza sono state soppresse la stragrande maggioranza delle sedi distaccate di Tribunale, sono stati cancellati molti circondari di Tribunale, ritenuti improduttivi (?!) e sono stati soppressi ben 700 uffici del Giudice di Pace sugli 840 esistenti! Il discorso sarebbe lungo. Brevemente, però, non possiamo non dire che si lasciano interi territori ad alta incidenza demografica e criminale, privi di qualsiasi presidio giudiziario; che gli uffici giudiziari hanno creato nel corso degli anni, una economia nel tessuto urbano in cui erano inseriti: ristoranti, bar, caffè, cartolerie, copisterie, tipografie, parruccherie, negozi di abbigliamento, di elettronica ed informatica, hanno trovato linfa vitale per il loro sviluppo, grazie alla presenza dei presidi giudiziari, generando economia e lavoro per intere famiglie. Oggi tutto questo sta per essere spento. Non possiamo non dire che lo Stato limita un diritto costituzionalmente garantito e questo si inquadra nel disegno generale di disincentivazione al ricorso alla Giustizia Civile, fatto a colpi di aumenti vertiginosi dei contributi unificati (tassa per la domanda giudiziaria) e di allungamento a dismisura dei tempi di definizione dei processi. Sicuramente la geografia giudiziaria andava rivista, alla luce delle nuove tecnologie e delle mutate esigenze, ma tagliare, tagliare linearmente, senza logica, non ha alcun senso. Tanto si potrebbe obiettare sul metodo. Le grandi riforme, e quella della geografia giudiziaria è una grande riforma, una riforma strutturale del sistema, non andrebbero fatte in emergenza e non a colpi di maggioranza e su progetti elaborati da un numero di persone che si contano sulle dita una mano, che non sono rappresentativi del settore da riformare e che non hanno l’esatta percezione del problema. Ciò che oggi si potrebbe dire sui Tribunali e ciò che potrebbe valere per le sezioni distaccate dei Tribunali, sicuramente non vale per gli Uffici del Giudice di Pace. Per chi non lo sapesse, il Giudice di Pace è un Giudice Onorario, reclutato per titoli tra gli Avvocati, non percepisce stipendio, ma indennità in base al lavoro, alla produzione, che riesce a fare. Il Giudice di Pace non ha assistenza, ne previdenza, non ha un contratto a tempo indeterminato. In altre parole è un precario a nero!!!! Ma non è questa la questione che voglio sottolinearvi. Il Giudice di Pace è nato in Italia agli inizi degli anni novanta, dopo l’ennesima condanna dello Stato italiano da parte della Corte di Giustizia Europea per l’eccessiva lungaggine dei processi civili. Il Giudice di Pace è nato quale Giudice di prossimità, con competenze specifiche, che vanno dal risarcimento del danno da circolazione dei veicoli, alle liti condominiali, ai diritti dei consumatori, alle sanzioni amministrative, alle cartelle esattoriali. Il Giudice di Pace ha sostituito il Pretore, con competenza territoriale mandamentale, assorbendone l’intera competenza per materia e quindi la massiccia domanda di giustizia, sia penale che civile. Il Giudice di Pace oggi, assorbe su di se più del 50% del carico civile italiano e del 25% di quello penale. Il Giudice di Pace, però, ha anche competenza specifica in materia di immigrazione, sia in sede civile-amministrativa che penale. Il Giudice di Pace definisce i suoi processi in appena 362 giorni (media nazionale)!!! Questo Magistrato Onorario, dunque, è nato per essere quanto più vicino al Cittadino, per rispondere alla domanda di giustizia più diffusa che, anche se di limitato valore economico, di grande incidenza ed impatto sociale, che ingolfava i Tribunali e la giustizia professionale. Allora, mi domando e vi domando, qual’è la logica sottesa alla soppressione degli Uffici del Giudice di Pace, creando dei mega uffici circondariali, non più radicati sul territorio!.
Il processo di soppressione è avviato. Il Ministero della Giustizia lo scorso giorno 28 febbraio ha pubblicato sul bollettino ufficiale le sedi da sopprimere. Sono 700, sulle attuali 840!!!! La legge prevede la possibilità per i comuni di poter mantenere gli uffici, ma assorbendone interamente i costi, eccetto quelli del pagamento delle indennità ai Magistrati Onorari e quelli della loro formazione professionale. V’è da dire che la stragrande maggioranza dei costi è oggi già sopportata dagli enti locali, che sono proprietari degli immobili dove alloggiano gli uffici, quindi, pagano luce, gas e telefono e si occupano della manutenzione. Non sfuggirà ad alcuno di Voi, che i Comuni con i loro già disastrati bilanci non hanno la possibilità di accollarsi altri costi, come quello dei pagamenti degli stipendi del personale amministrativo per esempio, ma non hanno la volontà politica. In un mandamento sono inseriti vari Comuni, allora quello dove ha sede l’Ufficio ha tutto l’interesse a mantenerla, anche economico per l’indotto che la sede giudiziaria genera, ma gli altri Comuni, dovranno solo pagare senza riceverne nulla, o quanto meno, ricevendo il solo servizio Giustizia per i Cittadini, ribadisco, costituzionalmente garantito. Vedete, al Giudice di Pace che la mattina per raggiungere il proprio ufficio dovrà fare 10 o 20 chilometri in più, non gli cambierà la vita, ma la vita e l’immagine della Giustizia, cambierà per l’utente.
Avv. Nicola di Foggia

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